Shaway Yeh

La progressiva voce nella moda cinese dice che non c'è nessuno meglio di Shaway Yeh di spiegare lo stile e la cultura cinese in questo momento.

Da Global Heroes viaggiamo nel mondo e puntiamo i riflettori sulle star celebrate localmente che stanno però avendo un impatto globale.

Shaway Yeh è la donna etichettada da i-D magazines come “La risposta cinese avanguardistica ad Anna Wintour.” Yeh è cresciuta in Taiwan, ha studiato alla New York University prima di diventare di Fashion Director di GQ Taiwan, ha lavorato al lancio di Vogue China e è stata responsabile del team di comunicazione di Prada prima di atterrare nel suo attuale lavor: editorial director di Modern Weekly e style director per il Modern Media Group.

Con base a Shanghai Modern Weekly ha una circolazione di oltre 900,000 copie, quasi lo stesso numero di copie di GQ Usa. Con l’eccezione che Modern Weekly è una sorta di magazine di moda super concettuale che propone Telfar e Ryan Trecartin sulla copertina ma all’interno del magazine ci sono sezioni dedicate alla politica, al business, alla cultura, così come ovviamente alla moda. La progressiva voce nella moda cinese dice che non c'è nessuno meglio di Shaway Yeh di spiegare lo stile e la cultura cinese in questo momento.

Quindi solitamente tu non vai alla Fashion Week di Londra?
Ci sono così tante cose da fare. Ho dei direttori creativi. Molte delle cose sulle fashion week non hanno senso per noi; tutto il sistema costruito intorno alle agende degli editori Europei. Voglio dire, a noi non ci pensa nessuno? Perché devo avere il jet leg tutte le volte?

“Tutto il sistema delle fashion week è costruito intorno alle agende degli editori Europei. Voglio dire, a noi non ci pensa nessuno? Perché devo avere il jet leg tutte le volte?”. – Shaway Yeh

Per noi occidentali la Cina appare come un gigantesco posto molto importante che però non capiamo. Quindi, cos’è la cosa più eccitante e divertente che sta succedendo qui adesso?
Mi fa molto piacere tu abbia fatto questa domanda! Quando ero a New York mi veniva spesso chiesto se fosse vero che l’economia cinese era così in un pessimo stato. Sono ancora tutti interessati alla cine solo come un mercato ma la Cina è molto ricca di cultura; noi abbiamo il nostro modo di vivere, il nostro modo di vedere, i nostri sistemi e i nostri talenti.

Gareth Pugh una volta mi ha detto che siccome non ci sono very “old money” le donne cinesi si vestono come dei punk all’avanguardi.
Si capisco, le persone non hanno riferimenti dal passato. Lavoriamo con la moda che viviamo e vediamo in questo momento. Non c’è nulla che va indietro fino agli anni 80 per esempio. Sto lavorando ad una serie TV chiamata Craft a Destiny con il più grande emittente della Cina: CCTV. Queste serie TV parla di donne come Yayoi Kusama, Karen Blixen, Liu Wen, Zhu Zheqin and Song Huai-Kuei che sono state le pioniere delle aperture della Cina al mondo negli anni 80.

Song ha una storia di vita veramente affascinante. Si è innamorata dello studente bulgaro Maryn Varbanov con cui si p poi trasferita a Parigi dove Pierre Cardin ha acquistato uno dei lavori di Varbanov. Cardin ha voluto essere il primo a visitare la Cina. Ha chiesto a Song di aiutarlo ed è così che lei ha conosciuto l’intero fashion system cinese. Song era probabilmente l’unica persona glamour in Beijing negli anni 80 e il suo contributo è stato sostanziale non solo per la moda cinese ma anche per la cultura contemporanea.

Ci sono alcuni specifici trend di moda o di cultura in cui ti puoi identificare?
La Cina è un paese molto grande. Lo stile si differenzia per regione. I giovani in Beijing osano e sperimentano. Hanno uno stile crudo e non gli importa del buon gusto. Shanghai è sempre stata invece una città consciamente internazionale, la Parigi dell’est o comunque i suoi abitanti si credono più raffinati. Le città cinesi dell’ovest non sono molto esposte allo stile e quindi c’è più femminilità e colore.

Chi sono le donne icone di stile cinesi?
La Corea del Sud ha una forte influenza nel mondo del beauty – di recente abbiamo fatto un’uscita sulle beauty blogger Coreane così come per l’industria del pop coreana, K-pop ha una grande influenza sulle consumatrici cinesi.

Esiste una Rihanna cinese?
Abbiamo appena finito di scattare la storia di copertina su Leah Dou. Per noi è stato un grande colpo. Lei non ha ancora pubblicato il suo primo album ma sua madre era la cantante super famosa Faye Wong e suo padre, Dou Wei, era una rockstar. Alla Cina mancano delle celebrities importanti. Con la nuova generazione nessun cantante o attore ha un reale carattere, credo che sia perché nella nuova generazione tutti sembrano il prodotto della macchina dello star-system. Siccome la Cina è cosi grande, provare ad avere appeal sull’uomo medio cinese significa rinunciare ad una personalità forte. Le persone che amano la moda guardano modelle come Fei Fei Sun, Liu Wen, Xiao Wen Ju piuttosto che attrici o cantanti. A me personalmente piace la cantante e attrice Chris Lee – lei è un po androgina, molto carina e ha voglia di provare a fare cose nuove.

Quali designer cinesi ti piacciono?
Ce n’è una sola per me – Uma Wang, anche se non è una delle designer emergenti. Lei è più matura, consistente, ha un look e vende. I suoi abiti sono meravigliosi. Indossavo un suo abito ieri e Marc Jacobs mi ha chiesto di chi fosse. Un paio di stagisti di Modern Weekly hanno creato delle etichette abbastanza popolari come Shushu/Tong, il che mi rende veramente orgogliosa, quasi come una madre.

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